Il Prediletto

Il Prediletto – Lettura per il giorno di S. Giovanni Evangelista

1. Questo benedetto Santo ha tante belle e dolci cose, tutte proprie di Lui, che non possiamo e non dobbiamo far passare il suo giorno, senza un ricordo particolare. Il Vangelo lo chiama – il discepolo che Gesù amava! – Sono queste come parole incantate per chi ama Gesù e vuol esserne amato, in grado non ordinario. Il discepolo che Gesù amava! Ma Gesù ama tutti quanti, perché allora solamente di Giovanni sta’ scritto - Il discepolo che Gesù amava? – Vuol dire che Gesù lo prediligeva, aveva per Lui delle preferenze. Ma se Gesù ama tutti infinitamente, come può amare uno più degli altri? L’amore infinito di Dio é un mistero, e così pure sono un mistero le sue comunicazioni alle anime. Se l’amore di Dio é infinito non sono infiniti i segni che Gesù ci dà di questo suo amore, e nemmeno i doni che ci fa, e i gradi per cui ci fa salire nell’unione nostra con Lui. Lui é infinito, e il suo amore é infinito, e il dono che ci fa di tutto Sé stesso é infinito; ma il resto poi, segni d’amore, doni particolari gradi di unione, non sono e non possono essere infiniti, e quindi ci può essere nella loro, distribuzione alle anime il più e il meno. Beato Lui, San Giovanni che ne’ segni d’amore, ne’ doni d’amore, ne’ gradi di unione che Gesù concedeva agli apostoli ebbe le preferenze! Già gli Apostoli erano i preferiti tra tutti gli uomini. Che gran cosa poi dev’essere per S. Giovanni, preferito tra i preferiti! Il discepolo che Gesù amava, anzi per meglio dire, che Gesù prediligeva! Che parole incantate sono queste per l’anima che ama e vuol essere amata da Gesù in maniera non ordinaria!

2. Ma che comporta a noi tutto questo? Molto davvero! Poiché se il Vangelo ci dice che Gesù amava di preferenza Giovanni, non ce lo dice per farci rodere di gelosia, ma perché noi onoriamo e amiamo di preferenza chi fu di preferenza amato ed onorano; e poi molto più, e questa é la buona notizia, affinché noi pure facciamo quant’é da parte nostra per meritare le predilezioni di Gesù, com’Egli stesso desidera di trovare in noi le delizie sue.

Questa é davvero la buona novella! Gli Apostoli son come tanti tipi di cristiani. C’è chi ricopia Giacomo e chi Andrea e chi Pietro e chi Paolo.  Per me vorrei essere Giovanni! il discepolo che Gesù amava! E non solo esserlo io, ma circondare Gesù d’una grande famiglia di anime che siano altrettanti Giovanni. Questo é il massimo onore che posso far a quell’ avventato discepolo, e insieme il massimo piacere a Gesù, e la mia beata sorte. Che farò all’ora? Bene, vediamo i punti caratteristici di questo apostolo, e ricopiamoli in noi, dal momento che lo possiamo fare, con l’aiuto della grazia di Gesù medesimo.

3. I punti caratteristici di Giovanni sono molti e solo uno, perché tutti si riducono alla carità.

  a) Corrispondenza fedele alla vocazione, in spirito di amore.

E’ San Giovanni Battista che gli mostrò per primo Gesù, e lo invitò a lasciar lui per seguir Gesù. E così da discepolo di Giovanni Battista desidero d’esser discepolo di Gesù. E s’incontrarono. E si parlarono. E si amarono. Sicché pochi giorni appresso Gesù se lo chiamò definitivamente “Venite appresso a me, e subito, lasciate le reti e il padre, lo seguì”.

 b) Ambizione dei primi posti nel regno di Gesù. Per quanto fosse piena d’imperfezioni quest’ambizione e facesse mormorare tutti gli altri apostoli, pure Gesù non la condannò; anzi pare che piuttosto ammirasse questa altezza di desideri, perché andava congiunta pure con eguale generosità essendosi Egli offerto pronto a bere il calice della Passione insieme col Maestro, pur di stare al posto più vicino a Gesù! Il primo posto! E non per essere più onorato, ma per più onorare Dio! per più amare e essere amato; per più unione col diletto dell’anima!

c) Partecipazione del Thabor! Che felicità vedere Gesù nella sua gloriosa trasfigurazione! Ma mentre S. Pietro, pieno di soddisfazione sua, esprime il desiderio d’esser sempre sul Thabor, S. Giovanni pensa forse, che infine basta che si sta’ con Gesù, o trasfigurato o no, è sempre una delizia; forse ancora più che al godimento pensava ai discorsi che Gesù faceva con Mosé e Elia! Essi parlavano della passione e morte di Gesù che tra breve doveva incontrare; e Giovanni faceva sin d’allora proposito di mai separarsi dal dolce maestro Dio, né mai abbandonarlo nemmeno nella via della morte; anzi, forse la desiderava per darGli prova del suo amore; e così egli solo ricava il frutto che Gesù voleva che ricavassero da quella consolazione spirituale del Thabor; cioè apparecchiarsi per soffrire per Cristo e con Cristo.

      d) Egli é mandato con Pietro a preparare il Cenacolo a Gerusalemme, per l’ultima Pasqua di Gesù, per l’istituzione dell’Eucaristia! che onore preparare il primo tempio di Gesù Sacramentato. Con quanto amore non dovette Giovanni adempiere al dolce ufficio? E trovarono e apparecchiarono una sala grande e ben adornata!

  e) Sedette all’ultimo posto, perché egli era il più giovane, e quello gli spettava; e allora Gesù, lo fece ascendere al primo, e lo fece posare sul suo Petto, per gran parte dell’ultima cena. O allora specialmente il Cuore Eucaristico ardeva in Petto a Gesù; e Giovanni lo sentì palpitare e ne comprese l’amore sublime, e ne attinse la Scienza d’amore; più che la scienza dei Santi, la scienza del Cuore di Gesù.

Si contristò al sentire che un apostolo era il traditore, e ne chiese il nome a Gesù. A lui solo, nel segreto dell’amicizia, solo a quel fedele amico del Cuor Suo, Gesù rivelò, sottovoce, il nome del traditore. Giovanni ne fu amareggiato; e quel suo dolore intimo d’amore ferito, fu il primo atto di riparazione che il Cuore agonizzante di Gesù ricevette (tacendo noi ora dì Maria SS.) Giovanni rinnovò la volontà di mai lasciare il Maestro, di Seguirlo sino alla morte, di condividere tutta la sua sorte di pene. Giovanni fu dopo Maria il primo riparatore del Cuore di Gesù.

g) Come tale fu voluto da Gesù più vicino a sé nell’orto degli Ulivi, nella notte del tradimento nell’agonia del Cuore! L’anima mia é triste sino alla morte! Fermatevi qui e vegliate con me! Fu questa la confidenza che Gesù fece. Si addormentò anche Giovanni? Probabilmente. Gesù buono lo cornpatì e rivolse agli altri il suo dolce rimprovero.                                

h) Giovanni, essendo stato preso e trascinato ai tribunali il Maestro, mentre gli Apostoli pensavano a salvarsi nella fuga, si servì delle conoscenze che aveva, e dell’entrata che gli si concedeva nel palazzo del Pontefice, per seguire Gesù e portarne le notizie alla Madre. Egli andava con tristezza e amore da Gesù a Maria, da Maria a Gesù, senza badare che compromettere tutto assorto nel suo amore ch’era Gesù e Maria

  i) E poiché Maria lo volle, egli l’accompagnò al Calvario, incontrò con lei Gesù che portava la Croce, lo seguì, assistette alla crocifissione Maestro e a tutte le altre ore di agonia, soffrendo internamente tanto strazio da meritare d’essere unito al sacrifizio di Maria con Gesù Crocifisso. E Gesù non lo dimenticò nel suo patire.

l)   Ebbe per lui la più dolce parola, e il più dolce dono, il santo dono dopo l’Eucaristia, e guardandolo con Maria, dette l’uno all’altra, li costituì Madre e Figlio. Gli dette il posto suo accanto a Maria, l’ufficio suo verso Maria la Madre! Ecco tuo Figlio!…Ecco tua Madre! Amore e dolore tenevano assorti in un silenzio solenne di spasimi Maria e Giovanni.

m) Morto il Maestro, Giovanni con Maria lo compose per la Sepoltura, e con tutte le reliquie della Passione del Maestro, si ricondusse a casa la Madre, Maria, con un nuovo e profondo affetto di figlio, e stette con lei e gli Apostoli aspettando la Risurrezione. Alle prime notizie delle pie donne corse Giovanni con Pietro. Giovanni arrivò per primo al Sepolcro; pure per rispetto a Pietro non entrò per primo… Giorni dopo, quando gli Apostoli erano nella barca e Gesù apparve sulla spiaggia e li chiamò, e parlò a essi senza che lo conoscessero, Giovanni per primo lo conobbe e disse a Pietro “Egli é il Signore!”

n) Visse dunque con Maria, pregò con Maria, studiò con Maria il Vangelo, Maria fu per lui Madre, padrona, Maestra, direttore e tutto. Egli poi era per Lei qualcosa di Giuseppe, qualcosa di Gesù. Egli le dava Gesù in Sacramento, Egli era il Suo figlio, l’immagine di Gesù e di tutti i figli di Maria sparsi ne’ secoli avvenire.

o) Fu l’Apostolo della carità. La Sua predicazione, il suo esempio, le sue lettere tutto era pieno e colmo e riboccante di amore di Dio e del prossimo. Che meraviglia se era il discepolo che Gesù amava e il figlio dì Maria? Se aveva posato sul Petto di Gesù, se aveva assistito alle agonie di Gesù?

p) Fu l’Evangelista del Verbo Incarnato. Più degli altri Apostoli contemplò, insegnò, dimostrò e difese contro le prime eresie la divinità di Gesù, sollevandosi con ali di aquila ne’ cieli della rivelazione divina.

  q) Non risparmiò fatiche nel convertire i peccatori e infedeli. Soffrì il martirio dell’olio bollente e dell’esilio. Ricevette e scrisse le rivelazioni degli ultimi tempi del mondo.

r) Chiuse la scrittura e la sua vita con quel grido d’amore: Veni Domine Iesu! Non poteva tollerare che i fedeli dicessero ch’egli non sarebbe morto. Egli che anelava a Gesù in Paradiso.

La sua morte fu la più simile al transito d’amore della Vergine Maria, la quale dalla casetta dell’Apostolo Giovanni, passò al trono suo del cielo; e a fianco del Figlio – Dio, Gesù; aspettò ricevette il figlio – uomo Giovanni, che con Giuseppe ebbe tanta parte all’affetto domestico di Maria SS. che non possiamo pensarli senza una particolarissima unione in Paradiso.

Questo é il discepolo che Gesù amava! Così Gesù onorò Giovanni.

Che c’era in lui, che fece lui per disporsi a ricevere tanti segni e doni e gradi d’amore? Egli era giovane, egli era vergine, egli era puro, egli era silenzioso, egli era ardente, egli era docilissimo.

Egli amò assai Maria SS. Egli riverì assai San Pietro, il Vicario di Gesù. Egli ascoltò con diligenza e intelletto d’amore i discorsi di Gesù.Tutti gli altri Apostoli non erano de’ Vergini, non erano ugualmente docili e attenti a Gesù, e riverenti con Pietro, e distaccati dagl’interessi materiali prima della Pentecoste, durante la vita mortale di Gesù.Tutti essi allora, invidiavano un po’ l’autorità che Gesù dava a Pietro, nessuno invidiava le predilezioni che Gesù mostrava per Giovanni, il discepolo che Gesù amava!

O Maestro Gesù concedetemi il posto di Giovanni! non solo a me, ma a tutta una schiera di anime! Siano esse i Discepoli prediletti, i soci del Thabor e dell’Orto e del Calvario! Riposino essi sul vostro petto, abitino nel vostro cuore! Siano i figli speciali di Maria, godano in special modo della Materna affezione di Maria. Siano gli Apostoli della carità, gli evangelisti della vostra Divinità, i Riparatori del Vostro Cuore! Queste sono doti troppo sublimi, per noi é vero; ma voi pigliando occasione appunto dall’ambizione di Giovanni e Giacomo ci diceste come fare per ottenerlo. Chi vuoi essere il primo si faccia come l’ultimo servo di tutti. Come voi o Gesù che non veniste per essere servito ma per servire e dar la vita vostra in salvezza del mondo. Ebbene prendo volentieri il posto di servo di tutti, riconoscendo in tutti, Voi stesso, amandovi in tutti, onorandovi in tutti, servendovi in tutti. Fatemi voi servo davvero di tutti secondo il Vostro Cuore. E dateci o Gesù, queste anime molte che siano per voi altrettanti discepoli prediletti, e altrettanti servi de’ prossimi per voi, o Gesù. O Signore Gesù, dateci i Servi dei Santi, le Suore dei Santi. Ve lo chiediamo per il discepolo che amavate, per la Chiesa, per Maria, per la Santissima Trinità.  Amen!

Santo Apostolo coi Cuore di Maria e di Gesù con voi mi congratulo e ne ringrazio Dio di tutte le vostre perfezioni e beatitudini. Pregate per me! che io conosca ami e serva Gesù come voi sulla terra e nel Cielo.

Amen.