Primo Articolo

“Vocazionario Deus Caritas” – PIANURA di Napoli
“Benediciamo con l’animo pieno di belle speranze il bollettino “Spiritus Domini,, organo della Società Divine Vocazioni”.
Giuseppe Vescovo di Pozzuoli

Pozzuoli, 8 -12 – 1926

I
Spiritus

Non lo spirito del male che trascina agli abissi, né lo spirito dell’uomo che striscia per terra, né lo spirito del mondo ch’é la fusione dello spirito umano con lo spirito infernale.
Ma quello che solo é Spirito di verità, di carità, di unità, ch’é l’Autore d’ogni dono del cielo alle anime, e di ogni frutto nelle anime pel cielo; ch’é l’essenzialmente Santo e Santificatore.
Lo Spirito ch’é l’anima dell’anima nostra, l’eterno sospiro degli Angeli; l’amore del Padre e del Figliuolo.
Che aleggia qual – soffio di Dio – sulle acque della creazione; che investe la natura e l’eleva alla grazia; che occupa l’anima e ne fa il cielo di Dio.
Che ci si effonde nell’intimo con gemiti inenarrabili; che parla ai secoli per bocca dei profeti, degli apostoli e dei martiri; che riempe tutto il mondo di evangelo.
Che vuole la SS. Maria, per formare la santità degli eletti; come nel cenacolo la tempera agli apostoli; come per fare a Nazareth la divina umanità di Gesù.
Che porta Gesù nel deserto, per il trionfo sulle tentazioni e poi, sul Calvario per l’universale sacrifizio nel Suo Sangue; e dietro le sue orme, tutte le anime alle mistiche ascensioni al Cielo.
Ch’è il cuore del Regno dei cieli, la Triplice Chiesa, e mai cessa di farvi germogliare fiori e accendervi stelle – i Santi -; e rivestirla di aiuole e costellazioni divine, le famiglie religiose.
Che nelle sue divine vocazioni ci attira per mezzo di Gesù, al seno del Padre; con le sue, divine ispirazioni ci forma sul tipo di Gesù, figliuoli dei Padre; e con le sue divine consacrazioni ci sposa, in quel bacio d’amore, che Egli é tra il Padre e il Figliuolo.

II
L’UNO IN TUTTO

Ci sono delle anime che, nella misericordia della grazia, ànno non solo imparato ma sentito che ogni divina verità é compresa eminentemente nella carità, e ogni virtù cristiana é praticata eminentemente nella carità, e ogni dono celeste è largito e ricevuto eminentemente nella carità e come tutto è irradiazione dello Spirito Santo.
Hanno compreso nella stessa luce, e ànno sentito, nella stessa fiamma, che tutti i bisogni dell’umanità invocano il Clero e i Santi; e tutto l’apostolato interno e esterno della S. Chiesa reclama il Clero e i Santi, e tutto l’impero della gloria dell’amore di Dio esige il Clero e i Santi; e come tutto questo ci viene dallo Spirito Santificatore.
Hanno compreso che tutta la creazione e la redenzione portano necessariamente alla santificazione, e quindi secondo il divin volere, tutto il dovere dell’uomo é la divina imitazione, e tutto il desiderio del Cuore di Dio e del cuor nostro é il possedersi reciproco nella Divina Unione, e il tutto é attribuzione dello Spirito Santo e Santificatore.
Come non sentirsi allora, nella vita interiore, unificare tutte le aspirazioni e convergere tutte le energie, e semplificare tutti gli atti nella Carità verso la Divina Unione, con lo Spirito del Padre e del Figliuolo? Era forse l’inizio o un segno, o una promessa il battesimo di fuoco e di Spirito Santo annunziato dal Vangelo ?
E come non orientarsi verso gli Altari sede del “Dio con noi,” – Sacrificio e Sacramento; e non consacrarsi, per conseguenza, alla cultura delle Divine vocazioni degli eletti al Sacerdozio? o come non orientarsi verso il centro della sostanza delle anime, sede della divina inabitazione della SS.ma Trinità in noi, e non consacrarsi alla cultura della divina vocazione di ogni anima alla santità?
Ambasciatori e cooperatori dello Spirito Santo. Poiché, sé ci sono distinzioni di doni, di misteri, di operazioni, ma é un. medesimo Spirito e Signore che fa il tutto in tutti.

III
IL TUTTO IN UNO

Una stima e un affetto e una sollecitudine meravigliosa prendeva questi uomini per tutte e singole le anime, e le Parrocchie e le Diocesi; per tutte e singole le associazioni e opere, e istituti religiosi; per tutta la santità – teorico e pratica – passata, presente, e futura – nascosta e glorificata, della Santa Chiesa CattolicaLe rapiva la missione interiore universale della Serva di Dio Caterina Emmerich, estesa con ogni forma di apostolato, di orazione, patimenti, azioni; le feriva quella di S. Paolo ” instantia mea quotidiana, sollecitudo omnium Ecclesiarum – omnia possum in Eo qui me confortat – omnibus omnia factus sum” e molto più lo illuminavano, non di rossore, di confusione per una temuta presunzione, ma di tutti i sorrisi delle speranze e promesse divine, le parole di Gesù: quicunque voluerit inter vos maior fieri sit vester minister et qui voluerit inter vos primus esse erit vester servus sicut Filius hominis non venit ministrari sed ministrare, et dare animam suam redemptionem pro multis.
E volevano intonare il canto della gloria dell’Apostolo In quo quis audet (in insipientia dico) audeo et ego; Hebraei sunt et ego; Israelitae sunt et ego; semen Abrahae sunt et ego; Ministri Christi sunt ut minus sapiens dico plus ego. Così essi, nella loro follia, pensando ai religiosi si dicevano: sono monaci e noi pure; sono cavalieri e noi pure; sono ospitalieri e noi pure; sono frati e noi pure; sono chierici regolari e noi pure! sono missionari e noi pure. Ma come? Figliuoli non si può esserlo che in una sola famiglia. Il servo e operaio invece può prestar servizio a più famiglie, e così in certo modo, esser un può ciascuno, facendo questo ufficio col sangue, con lo spirito, per la vita sua! E si spandevano, e si abbandonavano, e si consacravano allo spirito di ogni buono spirito, alla virtù di tutte le virtù, all’opera di tutte le opere, allo Spirito del Padre e del Figliuolo, e ora vogliono portare ovunque il ricordo di Lui, e accendere il desiderio di Lui, e spingere alla scienza di Lui, e trasmettere i messaggi di Lui, e applicare le direzioni di Lui, e promuovere l’unione con Lui, e servir all’opera di Lui.

IV
VOCAZIONI CHE VOGLIONO IL MONDO

L’opera di Lui; la santificazione universale! E per la santificazione, il Clero! e per il Clero le Vocazioni e per le Vocazioni i Seminari, e al servizio di tutti e in tutto, la minima Società delle Divine Vocazioni e i suoi Vocazionari. E nelle sfere della Società Divine Vocazioni attorno ai vocazionari loro centro vorrebbero raccogliere quanti lavorano da vicino o da lontano, direttamente o indirettamente alla protezione e santificazione del Clero, alla ricerca e cultura delle Vocazioni, pur rispettando ogni loro impegno in opere simili o affini, moderne o antiche, generali o particolari.Nelle loro sfere e attorno ai Vocazionari quanti sono pastori di anime che sentono il dovere di coltivare di preferenza quelli che si rilevano i beniamini delle divine predilezioni con indizi di vocazione soprannaturale; che sentono il bisogno massimo di sacerdoti – padri, con cui dividere le cure del gregge che si moltiplica sotto i loro occhi, di numero e di esigenze; che soffrono a morte per rallentamenti, interruzioni, estinzioni di tante belle iniziative, per mancanza di abili cooperatori. Nelle loro sfere e attorno ai Vocazionari quanti sentono l’universale vocazione alla santità e vogliono seguirla; quanti aspirano a formare di ogni loro fratello un intimo di Dio, quanti sono sacerdoti e religiosi, che temono giustamente la maledizione alla pianta sterile, se non portano il proprio frutto ch’è essenzialmente riproduzione di sè; se il Sacerdote non fa altri sacerdoti se il religioso non fa altri religiosi!
Nelle loro sfere e attorno ai Vocazionari quanti sentono con soprannaturale dolore il divino lamento Messis quidem multa operarii audem pauci – e quanti vogliono imitare, di preferenza l’opera tutta propria di Gesù nella sua vita pubblica, ch’é la formazione dei dodici apostoli e dei settantadue discepoli; e quanti aspirano al posto e ufficio di S. Giuseppe, il padre putativo, e di Maria SS. la Vergine Madre nel crescere il bimbo – il fanciullo – il giovane – Gesù – in persona dei suoi piccoli discepoli e futuri ministri – gli eletti delle divine Vocazioni!

V
IL MONDO CHE VUOLE VOCAZIONI

Ben si può dire che il mondo fedele del nostro tempo à tremato per il vuotarsi di tanti noviziati, per il chiudersi di tanti Seminari, per la scarsezza ogni giorno più grave e più sentita dei sacri ministri. E dovunque una stessa ispirazione piegava tutte le anime pie del mondo e dei chiostri al divino imperativo; rogate Dominum messis… e le raccoglieva nella stessa preghiera dagli accenti accorati. Mitte Domine operarios in messem tuam… E ci sembra che questa ispirazione sia stata raccolta e corrisposta, nel massimo significato e valore, dal Rev.mo Can. Annibale di Francia, con le sue congregazioni, che prendono nome, opera e spirito della “Rogazione Evangelica e dal Divino zelo,,. E alla minima Società delle Divine Vocazioni pare proprio di essere frutto dell’esaudimento di tutti questi desideri espressi con tante preghiere, avvalorati da tanti sacrifizi di tutte le diocesi e loro pastori, di tutti gli Ordini e congregazioni e istituti religiosi di tutte le sante opere fiorenti nella Chiesa.
Intanto provvidenzialmente si sollevavano, si agitavano, si risolvevano almeno in parte (per es. a proposito del volume del Can. Laluton) tante necessarie questioni circa la divina vocazione, sua natura, suoi segni, sua cultura, e queste ci facevano luce almeno su’ pericoli grandi della via da seguire. Partiva intanto da Roma e precisamente dalla Sacra Congregazione Concistoriale in data 16 Luglio 1912, la raccomandazione: “E’ necessario che gli Ordinari eccitino lo zelo de’ parroci e di zelanti sacerdoti, affinché cerchino nelle loro parrocchie giovanotti di buona indole di sufficiente ingegno inclinati alle cose di Chiesa; e trovatili, ne abbiano una cura speciale e li coltivino nella pietà e negli studi, con pazienza, con amore, con ogni industria e anche con qualche aiuto temporale, affinché, se la voce di Dio li chiamasse, possano essere atti e preparati a rispondervi e ad entrare a suo tempo nei Seminari”. Queste disposizioni venivano fissate e perpetuate nel canone 1335. Dent operam sacerdotes, praeserti, parrochi, ut pueros, qui iudicia praebeant ecclesiasticae vocationis peculiaribus curis a saeculi contagiis arceant, ad pietatem informent, primis litterarurn studiis imbuant, divinaeque in eis vocationis germen foveant. E proprio questo canone é la base, fondamento, radice, della minima Società Divine Vocazioni e il programma di studio, preghiera, azione pe’ suoi soci.

VI
QUELLO CHE VORREMMO AVERE

II. Vorremmo che ogni Ecc.mo Ordinario e Superiore di Ordini e Congregazioni, Istituti, Opere, ci mandasse una grande parola di benedizione, col permesso di pubblicarla, a nostro incoraggiamento e comune edificazione.
III. Vorremmo che ogni anima, a cui ne giunga comunque notizia, facesse un cenno di noi, dei nostri alunni, opere ecc. ecc. davanti al Signore specialmente nella S. Messa e Comunione, Breviario, Rosario, Benedizioni.
IV. Vorremmo che chiunque le legge ne considerasse ogni articolo come una lettera personalmente a lui indirizzata, a cui si facesse un dovere di rispondere, direttamente, allo Spirito Dio nell’orazione; indirettamente, anche a noi in corrispondenza.V. Vorremmo che ognuno, a cui perviene questo minimo periodico ci procurasse in onore dei SS. Apostoli altri dodici abbonati… viventi e attivi a lo volta, per aiutare così la formazione di altri e altri apostoli.
VI. Vorremmo essere aiutati da tutti, in qualsiasi modo, a mantenere i settantadue piccoli discepoli di Gesù, a proseguire e a terminare completamente l’edifizio del Vocazionario e dei Vocazionari a render questa rivistina più grande, più grande.
VII. Vorremmo in elemosina tanti buoni e bei libri per la formazione delle nostre biblioteche interne e circostanti, per le sfere di. soci esterni, e vorremmo tante buone e belle riviste cattoliche di ogni specie, in elemosina.
VIII. Vorremmo che tutte le case generalizie di Ordini, Congregazioni, Istituti Religiosi Maschili e femminili mantenessero un posto nel Vocazionario e ci mandassero le vite e immagini e reliquie de’ loro Santi, specie di SS. Fondatori, perché siano per tempo conosciuti da quelli che forse il Signore à loro destinati tra i nostri giovani.
IX. Vorremmo che tutti entrassero in qualcuna delle nostre sfere, potendosi la cosa fare agevolmente, proficuamente da tutti e che molti, molti, vengano a servire Dio con noi negli stessi Vocazionari e opere affini concentriche, sia operai che insegnanti e Sacerdoti tutti, come veri e propri membri della Società delle Divine vocazioni, nella Divina Unione. Amen.

VII
QUELLO CHE NOI VORREMMO DARE

Ogni cinquanta giorni perverrà:
a’ nostri amici questo piccolo messaggero dello Spirito Santo;
a’ nostri associati quest’organo della Società Divine Vocazioni;
a’ nostri alunni passati, presenti e futuri quest’eco del loro Vocazionario;
a’ nostri padroni i religiosi, e a’ nostri religiosi confratelli quest’ombra di direttorio;
a’ nostri benefattori questa voce perenne di ringraziamento e di supplica di una più ampia benevolenza e beneficenza.
Noi quindi vorremmo offrire ogni volta:
I. Per, l’istruzione, un piccolo ma perpetuo studio sul Divino Spirito.
II. Il. Per l’orazione, un piccolo ma perpetuo commento sulle parole divine.
III. Per la devozione, un’elevazione e forrnola di consacrazione in qualche festa occorrente.
IV. Per la direzione, qualche nota di ascetica o mistica e le ispirazioni dì utile comune.
V. Per l’edificazione, una pagina sulla Divina Maria e su qualche eroe di santità.
VI. Per, le vocazioni, notizie e questioni religiose sul Clero secolare e regolare.
VII. Per la relazione lettere nostre o specialmente altrui, ispirate edificanti.
Come risentiamo le angustie delle poche pagine! A voi, nostri buoni padroni, concederci di accrescerne il numero e la frequenza.