Dalle Agende

24 luglio 1925

O mio Dio, come io amo appassionatamente! E come per questo soffro ardentemente!  Ma non sei tu che ami in me? Non sei tu che io amo in essi, in lui? Come potrei spiegare queste esigenze terribili d’amore? Suppongono la divinità che io non sono né posseggo, per natura. O mio Dio, che io veda in queste esigenze del mio cuore quelle del tuo e a esse mi unisco e di esse e per esse vivo.

O mio Dio che io senta in queste pene d’amore quelle che soffre il Cuore tuo e a esse mi unisco e quello che io ho fatto soffrire a te e in queste stesse pene le espii e soddisfi per me. Potessi soddisfare per tutti! E ci arriverò unendo le mie piccole alle tue immense. O mio Dio!  

 1. – O mio Dio, come vorrei che egli fosse indivisibile da me! Come soffro perché egli è lontano, perché egli è con altri!

Quanto infinitamente più tu mi vuoi unito con te. Sì mio Dio Padre mio Figlio mio Sposo mio!

 2. – O mio Dio, come vorrei che egli non mi nascondesse nulla del suo interno; come soffro perché egli ha ancora qualche segreto con me. Quanto infinitamente più tu vuoi, pur sapendo tutto, sapere da me, con scienza acquisita per mia amorosa rivelazione, tutto tutto tutto. Sì, mio Padre mio Figlio mio Sposo, tutto tutto tutto starò a confidarti a riferirti continuamente e amorosamente, mio Dio!

3. – O mio Dio, come vorrei che egli non contraddicesse a nessuna mia asserzione, se vera, a nessuna mia pratica, se perfetta e più perfetta!

Come soffro ferite per ogni sua divergenza teorica e pratica!

O come infinitamente tu – vuoi assolutamente, necessariamente – tu Verità, tu Bontà essenziale che io concordi in tutto con te – Verità e Bontà mia per amore tuo, sino a farti mia!

4. – O mio Dio, come vorrei che egli mi assomigliasse in tutto – in ogni particolare, in ogni cosa e nell’insieme. Come soffro a vederlo dissimile in cose che, in coscienza, non posso nemmeno assomigliarmi a lui!

O come infinitamente più tu vuoi che io sia secondo te – tua immagine e somiglianza sempre più perfetta sempre più viva e splendida! Voglio, voglio questa gloria e felicità – essere come te! se sei il mio Padre il mio Figlio il mio Sposo, o mio Dio!

5. – O mio Dio, come vorrei che egli in ogni cosa dipendesse da me, dal momento che mi hai dato a lui qual direttore e lo vuoi tutto tuo per mezzo mio. Come soffro vedendolo dirigersi a proprio arbitrio o secondo la difettosa corrente comune.

Ma come infinitamente più tu vuoi che io non faccia a testa mia, né per impulso naturale, ma tutto secondo il tuo Divino Spirito!

 6. – O mio Dio, come temo che egli si leghi in amicizia con altri per cause che non sei tu e con effetti che non sono la maggior unione con te. Per questo lo vorrei tutto mio, perché lo voglio fare tutto tuo. O tutto di chi meglio può farlo tuo. Sì, veramente lo sento: sia di altri purché divenga più santo che se fosse mio. Come tremo a vederlo con altri che gli sono piuttosto causa, occasione di difetti!

Ma come infinitamente tu mi vuoi tutto tuo, perché nessuno che non sei tu o il tuo sacerdote può farmi santo, cioè tuo.

 7. – O mio Dio e mio Tutto, come vorrei che egli si consacrasse esclusivamente all’ascetica, per timore che altra scienza non lo distraesse da te o lo rattiepidisse nel tuo servizio! Come soffro nel vedere i suoi trasporti per altra occupazione e appassionarsi per altri studi e non in relazione con la Scienza dei Santi! Come infinitamente più tu vuoi che io mi applichi solo alla verità che sei tu – al Verbo che sei tu. Ma sì, ma certo, o mio Dio solo! 

8. – O mio Dio, come vorrei essere io ogni cosa per lui – padre e madre – fratello e amico – maestro e direttore – confessore… ma come vorrei essere competente in tutto. Ma sono molto contento che altro lo sia per lui, purché lo faccia santo e tutto tuo. Come soffro vedendolo discepolo e cliente e penitente o altro di altri che non sono santi, che non sono pieni del tuo spirito.

Tu Padre Figlio Sposo Maestro! Tu lo stesso per me e per tutti e infinitamente. Concedimi dunque santi professori – santi direttori – santo prossimo!

 9. – O mio Dio, come benedico in te il mio ingegno e il suo cuore – come vorrei vederlo svilupparsi magnificamente – occuparsi in cose grandi – eroe tuo! Amen. Come soffro vedendolo sciupare minuti di tempo, atti d’intelligenza e volontà, tesori di mente e di cuore, mentre potrebbe. … Come infinitamente più tu vuoi … divinizzare addirittura ogni anima, nella natura nella persona nelle opere, con la vita soprannaturale della grazia? O se si conoscesse il dono di Dio!

 10. – O mio Dio, come vorrei colmarlo di doni santificatori ogni momento. Dirò anche questo? Vorrei nutrirlo di me, come invidiando le madri naturali, vorrei fare del mio corpo una deliziosa nutrizione sua per poterlo poi meglio unire all’anima mia.