Consacrazione alla Preghiera

Volevo un mezzo per trovarmi nella comunione dei santi, a ogni lotta contro il male, a ogni lavoro per il bene, e tu, o benedetto Dio, non me l’hai negato.

Volevo un segno che ti amavo veramente, un segno più sicuro delle opere buone, e non meno certo dei patimenti, e non me l’hai nascosto, o benedettissimo Dio.

Ecco mi dedico alla preghiera! Costituiscimi tu quale efficace amatore dei miei fratelli, uomo di desideri santi, potente intercessore per il nostro popolo.

Ecco mi dedico all’orazione, poiché, dall’alto di questa mistica scala, tu m’inviti con i desideri, caparra dei tuoi doni, aurora delle tue grazie.

Mi consacro a questa perpetua conversazione con te, come al più vero esercizio della nostra divina unione, che comincia, e progredisce, e si perfeziona solo nelle grazie di orazione.

Concedimi di non venir meno mai alla tua presenza impreparato, come per tentarti, né vuoto almeno della buona volontà di piacerti, e darmi a te e ricevere te!

Fammi la grazia di quella fede che non sa mettere limiti alle tue promesse universali, di quella fede che sa chiedere e sperare, e ottiene i doni maggiori, per più glorificarti.

Fammi la grazia di quell’umiltà che vince tutte le insinuazioni, scoraggiamenti del nemico della preghiera, e fa inchinare amorosamente la tua gloria.

Fammi la grazia di quella confidenza di creatura e di figlio, la quale imprigiona il Cuor tuo, e di quella costanza e importunità, che vince anche la tua resistenza.

Amen.

 

 

(Opere, II, pp. 297-298)